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Wikileaks, il nucleare e ciò che in Italia non raccontano

Cito direttamente l’articolo:

Fonte: NuovaSocietà.it

di Chiara Pracchi

Il 21 marzo del 1998 la Guardia di Finanza certificava l’interesse delle mafie italiane sul traffico di scorie nucleari, sequestrando una barra d’uranio di 250 grammi, del valore di 22 miliardi di vecchie lire. Dodici anni dopo, i documenti messi in rete da Wikileaks ci dicono molte cose su quello e su molti altri traffici che ruotano intorno alle scorie radioattive, ma la stampa italiana, distratta dalle beghe nazionali o dichiaratamente impegnata a fare campagna in favore del nucleare, si dimentica di riportali. Solo il quotidiano on line Green Report ha mantenuto alta l’attenzione su questo argomento.

La barra d’uranio sequestrata a Roma proveniva da una centrale atomica costruita nel 1959 a Kinshasa, in Congo, e non più in funzione dal 1972. Secondo un dispaccio inviato dall’ambasciata statunitense nella Repubblica democratica del Congo, l’impianto ospiterebbe ancora nel 2006 10 kg di uranio non arricchito, 5 di uranio arricchito al 20% (lo stesso che non si vuole far produrre all’Iran) e 23 kg di scorie atomiche stoccate in 138 barre. “Originalmente c’erano 140 barre – prosegue il dispaccio – Però due sono state rubate nel 1998. Le autorità italiane ne recuperarono una nelle mani della mafia a Roma, che sembra intendesse venderla a compratori mediorientali non identificati. L’altra non è stata trovata”.

C’è di peggio. Anni dopo il furto, il rapporto statunitense constata le condizioni in cui ancora viene conservato il materiale radioattivo: “protetto da un muretto alto 2 metri, senza nemmeno del filo spinato in cima, e in parte crollato, l’impianto è praticamente al buio e non esistono telecamere di sorveglianza, allarmi od ostacoli di nessun tipo per entrare nel recinto”. A guardia del sito solo poche guardie sottopagate, in uno dei paesi con il più alto tasso di corruzione al mondo.

I rapporti di Wikileaks, però, non si limitano a denunciare i traffici o lo stato di abbandono in cui versano gli impianti, bensì illuminano alcune delle ragioni che da anni mantengono alta la guerriglia in Congo, come le esportazioni di uranio sottobanco. Come accade, per esempio, con la Malta Forrest Company, compagnia belga presente sul territorio congolese dal 1915, che “si limita” ad esportare rocce grezze. Fa niente se sono ricche di uranio, rame e cobalto che verranno estratti altrove. L’escamotage permette alla società di non dichiarare l’esportazione di uranio e di eludere tutti i controlli, compresa la rilevazione della radioattività nelle miniere. Così i dispacci statunitensi registrano la contaminazione del Katanga, dove i livelli radioattività superano di 179 volte il livello di esposizione accettabile per un uomo. Ma queste sono tutte cose che in Italia è meglio non far sapere. Perché l’energia atomica è bella. Perché l’energia atomica è pulita.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere dell’altro, soprattutto in questo clima che sembra ci voglia riportare ad un ritorno al nucleare, beh ecco che ci aspetta. E in tv continuano a fare campagne pro nucleare (pagate da noi!), boh…

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Commenti e cazzate su Wikileaks

E così, secondo Frattini, Assange vorrebbe distruggere il mondo! Perdonate il termine, ma cazzate del genere speravo di doverle sentire solo nei film di fantascienza o di 007, quando il cattivo di turno si preparava a sferrare l’attacco micidiale alla Terra. Del resto commenti ridicoli come questi ce li dovremmo aspettare da persone ridicole quali sono molti dei nostri politici. Purtroppo questa gente è abituata al modus operandi dell’Italia degli ultimi vent’anni, infatti, nel caso in cui queste notizie fossero state divulgate solo nel nostro paese, avrebbero suscitato subito l’ira dei potenti. Ira che si sarebbe tradotta in una pioggia di querele da parte dei loro avvocati, insulti (“comunista!”) alla testata che si fosse azzaradata a pubblicarle e forse anche la censura. In questo caso, invece, la sola reazione è stata la simbolica risata del cavaliere e i commenti insulsi dei suoi ministri, che sono interpretabili come la frustrazione di un governo ormai in declino, le cui magagne, piano piano, vengono alla luce. I documenti pubblicati, però, non contengono niente che una persona, dotata di un cervello pensante e che segue regolarmente la politica, non conoscesse già. Che il nostro premier sia un pagliaccio puttaniere filo-putiniano lo sapevano tutti, solo che adesso c’è stato messo sopra il timbro dell’ambasciata statunitense, il che è una bella differenza! Di certo, dopo queste rivelazioni, nessuno si azzarderà più ad affermare che il fiore all’occhiello del governo Berlusconi sia la politica estera!

URL Immagine: Ilnichilista.files.wordpress.com

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Inganni e segreti, Europa e Usa tremano

novembre 28, 2010 1 commento

In queste ore i siti del New York Times, The Guardian, Der Spiegel, El Paìs e Le Monde stanno pubblicando in tempo reale documenti riservati, in collaborazione con il sito Wikileaks.

Stanno emergendo circa 92 mila documenti segreti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan, a partire dal gennaio 2004 fino al dicembre 2009. Si tratta di file che trattano di strategie, accordi segreti e missioni non svelate. Inoltre i rapporti descrivono con chiarezza la considerazione di cui gode l’Italia a livello internazionale.

Dalle carte trapelate si scopre che il Pakistan, che si dice alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare direttamente i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani e mettere a punto complotti per eliminare leader afghani. Che l’intelligence pakistana (Directorate for Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di Al Qaeda per progettare attacchi e faceva il doppio gioco, che i talebani hanno usato missili portatili a ricerca di calore contro gli aerei della Nato, che dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca, le truppe Usa usano molti più droni automatici malgrado le loro prestazioni siano meno notevoli di quanto ufficialmente comunicato.

Secondo i documenti, inoltre, la Cia avrebbe allargato le operazioni paramilitari in Afghanistan e, dal 2001 al 2008, finanziato l’intelligence afghana come fosse una sua affiliata virtuale. Non mancano le notizie “segrete” sull’Italia. Wikileaks svela le strategie italiane in Afghanistan che avevano previsto il sì a rinforzi militari e all’invio di altri mezzi italiani nel Paese, a patto che l’argomento non fosse trattato pubblicamente, una delle condizioni poste dall’Italia all’invio di altre forze in questo terreno di guerra.

Molti dei documenti si riferiscono, inoltre, ad incidenti, scontri a fuoco, attentati, ritrovamenti di mine, operazioni di propaganda. In alcuni, vengono anche svelati alcuni nostri segreti militari, oltre che delicate situazioni di equilibri politici internazionali.

Il caso più noto, ad oggi, è quello relativo al dossier su Daniele Mastrogiacomo, il giornalista de La Repubblica sequestrato nel marzo 2007. Si parla, inoltre, del funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso, subito dopo la liberazione dell’inviata del “Manifesto” Giuliana Sgrena e di cosa bisognasse fare. E non mancano poi racconti su incidenti e attentati che sono costati la vita ai nostri militari.

Per quanto riguarda l’immagine dell’Italia nel mondo, è chiaramente deducibile che non godiamo di troppa stima. I diplomatici statunitensi a Roma hanno annotato nel 2009 ciò che i loro contatti italiani hanno descritto come una relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi “sontuosi regali” e contratti energetici vantaggiosi. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa. I diplomatici hanno anche notato che mentre Putin gode della supremazia su ogni altro personaggio pubblico in Russia, lui è indebolito da una burocrazia difficile da amministrare e che spesso ignora i suoi editti.

L’incaricata d’affari all’ambasciata americana a Roma scrive sul conto di Silvio Berlusconi queste parole: “Debole, vanesio e inetto come leader europeo moderno”. In un altro report di cui parla il Guardian, il premier italiano è descritto come “leader fisicamente e politicamente debole”. Il settimanale tedesco Der Spiegel mette in evidenza “le feste selvagge” del premier.

Insomma chi più ne ha più ne metta! Stiamo a vedere cos’altro esce fuori e quali saranno le reazioni dei potenti!

URL Immagine: Webargentarius.it

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