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La Polverini a Rieti tra elicotteri e insulti

Il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, dopo un estenuante viaggio di ben 70 Km in elicottero per raggiungere la festa del peperoncino a Rieti, viene assalita da uno di questi giornalisti, evidentemente comunista, che si è addirittura permesso di farle una domanda. Prontamente sono partiti gli insulti e le minacce da parte di Guglielmo Rositani ed il controllo dei documenti da parte dei Carabinieri.

A parte gli scherzi, non so se sia più vergognoso il fatto che il Presidente di una regione di una nazione in crisi spenda dei soldi pubblici per fare un viaggio di soli 70 Km in elicottero, o il fatto che un giornalista non possa più fare una legittima domanda senza che venga insultato e minacciato da qualche politicante ignorante e maleducato e senza che gli siano chiesti i documenti da parte delle forze dell’ordine.

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Roba da camicie nere!

Fabiano Di Bernardino, studente bolognese e attivista del TPO, ricoverato presso il reparto di Traumatologia dell’ospedale CTO di Torino, racconta l’inaudita serie di violenze subite dalla Polizia all’interno del cantiere bunker della Maddalena, dopo essere stato fermato durante la manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011 in Val di Susa.

Il paradosso delle forze dell’ordine, le stesse che avrebbero, in teoria, il compito di proteggere i cittadini, nasce dal fatto che si sono ormai ridotte ad eseguire gli ordini di un governo che risponde a tutte le proteste che nascono sul proprio territorio con scudo e manganello, come se fosse una sorta di riflesso condizionato. Basta ricordare le proteste di Terzigno, o come sono stati trattati i manifestanti abruzzesi a Roma, o gli studenti durante la votazione del decreto Gelmini, e adesso dare un’occhiata alla Val di Susa.

L’aspetto comico di questa situazione, se così possiamo definirlo, è sottolineato dal fatto che coloro che sono al vertice della catena di comando della Polizia e dei Carabinieri sono, rispettivamente, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ed il Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il primo condannato in via definitiva nel 2004 per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale per aver morso il polpaccio di un agente durante i fatti di via Bellerio, ed il secondo militante e responsabile del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano, nonchè responsabile morale dei lanci di bombe che, il 12 aprile 1973, nella manifestazione organizzata dal MSI, uccisero il poliziotto di 22 anni Antonio Marino.

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T.A.V. = Truffa Aggravata da Violazione dei diritti

Svegliamoci! Ci stanno uccidendo fisicamente e mentalmente per i loro interessi economici!

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Chi è l'Italia peggiore?!

Lo spettacolo messo in scena ieri dal ministro Brunetta quando, al convegno sull’Innovazione, di fronte ad una ragazza che aveva intenzione di porre, con educazione, una domanda, ha evitato di rispondere, si è allontanato ed ha commentato dicendo “voi siete l’Italia peggiore” è stato a dir poco riprovevole. Dimostra non solo che il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione è un prepotente maleducato, ma che è anche una persona del tutto inadeguata a ricoprire il ruolo di cui è stato investito.

Il ministro dovrebbe ricordare, prima di tutto, che ricopre un posto di pubblico impiegato e che il suo lauto compenso è garantito dagli onesti cittadini che pagano le tasse e che egli puntualmente insulta. In secondo luogo è bene che si ricordi che, durante il periodo in cui è stato in carica, egli non è stato in grado d’introdurre nessun cambiamento di rilievo in favore dei cittadini. Non solo, l’Italia risulta essere ancora agli ultimi posti per l’accesso digitale agli uffici pubblici. Quindi, alla luce di ciò, chi è peggio di chi?!

URL Foto: IlSecoloXIX.it

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Referendum: parodia "L'aereo più pazzo del mondo".

Una divertente parodia di una scena tratta dal film “L’aereo più pazzo del mondo”. Certo, è pur sempre finzione, ma chissà come i fedelissimi del premier avranno reagito alla notizia del raggiungimento del tanto temuto (da loro) quorum. Forse proprio in questo modo?! Chissà!

In ogni caso ecco i dati definitivi sull’affluenza alle urne:
Acqua (scheda rossa): 57,02%
Acqua (scheda gialla): 57,02%
Nucleare: 56,99%
Legittimo Impedimento: 56,98%

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Caso Favata: Chiesta l'archiviazione per B.

Il Cavaliere, nonostante le smentite, è stato indagato con l’accusa di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Favata. La procura di Milano ne ha chiesto oggi (sarebbe meglio dire ieri visto che sono le 2 di notte!) l’archiviazione, in quanto non ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per chiederne il processo (come se fosse possibile processarlo per qualcosa!!).

Se ora la richiesta d’archiviazione sarà accolta dal GIP, Silvio Berlusconi uscirà definitivamente da questa vicenda. Poverino, ha già tanti altri processi a cui pensare e da cui cercare di scappar via, gli ci mancava pure questo!

Ma esponiamo bene i fatti:

Il 24 dicembre 2005, un certo Roberto Raffaelli, patron dell’azienda di intercettazioni RCS, avrebbe deciso di fare un regalo di Natale anticipato ai fratelli Berlusconi. Egli era in possesso di una registrazione di una telefonata tra il DS Piero Fassino e il presidente dell’Unipol Giovanni Consorte. Registrazione che faceva parte delle famose intercettazioni sulle scalate bancarie del 2005, in cui Fassino pronunciava la famosa frase: “e allora siamo padroni di una banca?”. Il giorno successivo “il Giornale”, quotidiano di famiglia, pubblica tutto e lo scandalo si trasforma in un toccasana per la campagna elettorale di B. del 2006.

Ma perchè mai tale Raffaelli si sarebbe dovuto disturbare così tanto per i B.Brothers?! Beh pare che a quel tempo fosse noto che RCS si stava interessando al mercato rumeno e cercava l’appoggio, per così dire, della presidenza del Consiglio. Un certo Fabrizio Favata, un imprenditore pregiudicato, amico e socio di Paolo Berlusconi, mediava i rapporti “di amicizia” tra l’azienda e il premier. Sono note agli inquirenti somme di denaro versate da RCS a Paolo B., probabilmente per “ungere le ruote del carro” in vista di un’importante commessa di lavoro in Romania.

Per ulteriori chiarimenti questi sono i link ai video de il Fatto Quotidiano/CurrentTv in cui viene spiegata per bene la vicenda arricchita da un’intervista fatta da Peter Gomez all’imprenditore Favata:

Il caso Favata – Parte prima

Il caso Favata – Parte seconda

Purtroppo per il premier, non tutta la famiglia Berlusconi la passerà liscia questa volta, infatti il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di Paolo, Raffaelli e Favata che, secondo la procura, avrebbero trafugato la “famosa” telefonata. Adesso non ci resta che aspettare  e vedere chi, secondo il GIP, dovrà andare sotto processo.

URL Foto: SottoOsservazione.wordpress.com

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Roma: Fiducia e rabbia

Ieri, mentre in Parlamento si votava per la fiducia, mentre il governo Berlusconi combatteva per la sua sopravvivenza, mentre si mettevano in atto, sia a destra che a sinistra, vere e proprie tattiche di guerriglia politica per riuscire a prevalere sull’altro schieramento per una manciata di voti, fuori, per le strade della capitale, si combatteva un altro tipo di guerriglia: quella tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Suppongo che molti dei parlamentari, ieri presenti a Montecitorio, neanche si siano accorti di cosa stesse succedendo fuori.

Scene di violenza, cariche, manganellate, scontri, auto incendiate, pietre divelte dalle strade e scagliate contro i poliziotti… Si parla di danni per circa 20 milioni di euro.

Personalmente condanno qualsiasi tipo di violenza. Al di là di come possano evolvere le cose, una manifestazione pacifica non deve, in alcun modo, degenerare in quella che ieri è diventata una vera e propria guerriglia urbana. Si parla di infiltrati tra i manifestanti, in particolare di un tizio con un giaccone beige che, in alcune foto, lo si vede con in mano manganelli d’ordinanza e manette. Non credo a questo genere di cose. Prima di tutto perchè l’idea è già abbastanza ridicola di per sè, ma poi, anche se fosse, non si possono trovare giustificazioni di questo genere per questo tipo di comportamento. Ritengo vergognoso l’atteggiamento di tutte quelle persone che, chiaramente, non erano lì per manifestare, ma per solo ed esclusivamente per distruggere vetrine ed incendiare auto. Non ci dimentichiamo che il corteo, all’inizio, era composto anche da donne, bambini e gente che intendeva protestare pacificamente. C’erano terremotati d’Abruzzo, gente di Terzigno e semplici studenti.

Quello che mi sconvolge ancora di più è che i telegiornali hanno dato risalto solo alla questione delle bombe carta, dei sassi e dei lacrimogeni. Hanno focalizzato l’attenzione sugli scontri e sulla violenza. Si sono concentrati soprattutto sulla stima dei danni e sul numero degli arresti, non sul motivo di tutta questa rabbia! Sul fatto che questo paese ormai non ce la fa più a sopportare questa casta di potenti e l’unico modo che ha per farsi sentire è, evidentemente, quello di menare le mani!

Non ce la faccio più!

URL Foto: CorriereDelTicino.ch

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