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Posts Tagged ‘‘ndrangheta’

Una firma pro o contro Saviano?!

Non bastava la camorra! Il povero Roberto Saviano, dopo le ultime affermazioni fatte a “Vieni via con me” sui presunti rappori tra ‘ndrangheta e Lega, si è guadagnato le critiche de il Giornale, che non ha esitato a gettare fango sull’autore di Gomorra. In un intervento pieno di contraddizioni, di ben cinque pagine, Feltri riporta: le parole di un indignato Maroni, critiche immotivate da parte di strani personaggi tra cui un certo Sgarbi e una strana iniziativa: una raccolta di firme contro Saviano che dà del mafioso al Nord.

Ieri non si era risparmiato neanche Libero (altro noto giornale di regime), che titolava in questo modo: “Saviano ha rotto i Maroni”. Che dire, un titolo di dubbio gusto dato ad un articolo di dubbio valore giornalistico.

Povero Roberto, così non si fà. Col tuo modo di fare, oltre ai Casalesi, adesso hai attirato l’attenzione di altri noti pregiudicati:

Roberto Maroni
(4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale)
Paolo Berlusconi
(editore de il Giornale – corruzione ed altri reati)
Vittorio Feltri
(direttore editoriale de il Giornale – 1 anno e 6 mesi per diffamazione)
Vittorio Sgarbi
(6 mesi e 10 giorni di reclusione per falso e truffa aggravata)
Maurizio Belpietro
(condannato in via definitiva per diffamazione verso Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte)

Contro la raccolta di firme de il Giornale, il sito di Articolo21, l’associazione per la difesa della libera informazione diretta da Stefano Corradino, risponde con l’appello “Una firma per Roberto Saviano (che dà dei mafiosi ai mafiosi)”. Mi raccomando FIRMATE!

URL Immagine: Static.blogo.it

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Sisma, la 'ndrangheta all'Aquila

Per il gip del tribunale di Reggio Calabria la ‘ndrangheta ha messo gli occhi, e non solo, sulla ricostruzione dell’Aquila. Tra imprenditori aquilani alla ricerca di affari, prestanome e uomini del clan, sono finite in manette 33 persone in una mega-operazione che riguarda i clan Borghetto-Caridi-Zindato, decimati dalla Procura condotta da Giuseppe Pignatone e dalla Mobile di Renato Cortese, l’uomo che arrestò Bernardo Provenzano dopo 43 anni di latitanza, e Giovanni Strangio, oltre a scompaginare il clan dei Piromalli.

Santo Giovanni Caridi e il commercialista Carmelo Gattuso, entrambi arrestati, erano in concorso tra loro, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione. Caridi attribuiva fittiziamente al Gattuso la titolarità del 50 per cento della quota societaria della Tesi costruzioni srl, essendone in realtà Caridi Santo il reale titolare, allo scopo di agevolare la cosca mafiosa Borghetto-Caridi-Zindato di appartenenza del Caridi. Per il gip, Gattuso è il prestanome, per conto di Caridi, nell’ambito delle società attive nel territorio aquilano.

Stefano Biasini, comproprietario della Tesi costruzioni srl, era il «gancio» aquilano per i personaggi calabresi. Biasini si è dato un gran daffare per consentire a Caridi e al commercialista reggino Gattuso «di inserirsi nei lavori di ricostruzione a seguito del terremoto». Secondo un’informativa riportata nell’ordinanza del gip, «già nel mese di gennaio 2010 Santo Caridi iniziava a intrattenere rapporti di evidente natura lavorativa con il costruttore Stefano Biasini».

I contatti dei calabresi con L’Aquila erano continui e costanti. Tra le prime richieste che evidenziano l’interesse di Caridi sull’affare c’è anche la ricerca spasmodica di un appartamento dove poter alloggiare gli operai provenienti dalla Calabria.

Per leggere tutto l’articolo: Il Centro

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