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Posts Tagged ‘l’aquila’

L’Italia e L’HIV: verso lo zero

Pochi giorni fa, a Roma, si è aperta la Conferenza Mondiale sull’Aids. Sono intervenuti circa 5000 scienziati provenienti da tutto il mondo. E pensate che i nostri politicanti si sarebbero potuti perdere un’occasione come questa per farci fare una figuraccia di fronte al mondo intero?! Certo che no!! All’appuntamento non si è presentato nessun rappresentante del governo italiano. Beh non c’è da criticarli, qualche anno fa, all’epoca del G8 a L’Aquila, un certo Silvio Berlusconi aveva promesso di versare 260 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta contro l’Aids.

Inutile dire che, come al solito, non ha mantenuto la parola data e tutt’ora noi siamo l’unico paese a non aver ancora versato un singolo euro. A tal proposito la folla di manifestanti intervenuta ha mostrato uno striscione con su scritto: “Berlusconi liar, fund the Global Fund”, ovvero “Berlusconi bugiardo, finanzia il Global Fund”.

Nonostante in Italia una persona ogni 2 ore venga infettata dal virus dell’HIV, nessuno ne parla, nessuno fa niente, nessuno promuove campagne di sensibilizzazione, nessuno parla del sesso omosessuale come principale veicolo di contagio, nessuno educa all’uso del preservativo rimanendo alla concezione medioevale dettata dal Vaticano. Quella che manca è l’informazione. I dati riportano che, ad oggi, delle 150mila persone sieropositive un terzo delle quali non sanno di esserlo in quanto sono ancora pochi quelli che fanno il test per l’HIV periodicamente.

Purtroppo siamo il Italia e, come illustrava il responsabile della International Aids Society con una slide, “L’Italia e l’Hiv: verso lo zero”. Dove zero non vuol dire zero infezioni o zero morti ma zero azioni contro il virus dal 2009.

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6 Aprile

Questa mattina oltre ventimila aquilani hanno atteso in Piazza Duomo le 3:32, l’ora fatale in cui il 6 aprile del 2009 una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.3 distrusse il capoluogo e altri 56 paesi, provocando 309 vittime e oltre 1.600 feriti.

Per una volta vorrei evitare le polemiche sulla ricostruzione, sulla politica, su quello che è stato fatto e su quello che non è stato fatto e ricordare in silenzio le vittime di questa catastrofe che, due anni fa, ha sconvolto tutta Italia.

URL foto: RaiNews24.it

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L'Aquila – Università occupata

Noi la riforma non la vogliamo! No al ddl Gelmini!


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L'Aquila: "No al decreto Gelmini, sì alla ricostruzione della città"

Protesta degli universitari all’Aquila. Gli studenti hanno scavalcato le transenne e sono entrati, questa mattina, nella zona rossa ancora chiusa da 19 mesi da questa parte. Da piazza Duomo hanno raggiunto la vecchia facoltà di lettere a palazzo Camponeschi dove si è tenuta anche una lezione simbolica. Alcuni tra i più arditi sono saliti addirittura al primo piano del palazzo, gravemente lesionato, per esporre degli striscioni contro la riforma: “Università pericolante” e “Contro la riforma salviamo l’Univaq”.

Tutte le sedi universitarie sono in fermento: a Coppito gli studenti di Scienze hanno occupato “all’unanimità” la facoltà e continuano le assemblee. Tutto per dire, anche dall’Aquila, che questa riforma provocherà la morte del sistema universitario. Alla mobilitazione sono intervenuti anche presidi di Facoltà, prorettori universitari e ricercatori.

URL Foto: ilcentro.it

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"Macerie" – 19/11/2010

Le condizioni de l’Aquila dal 6 aprile ad oggi in un servizio di Annozero. La condizione insostenibile del centro storico, dei lavoratori e degli universitari. Gente che è stata ingannata da persone che hanno utilizzato questa tragedia come un mezzo di propaganda politica.

La ricostruzione tanto millantata è ferma, i cittadini sono abbandonati a loro stessi e sono costretti a scappare via dalla loro città, una città che, ormai, non ha più futuro.

Io sono uno studente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Aquila e vivo in prima persona i disagi menzionati. A un mese dalla riapertura dell’ateneo non ci sono ancora i servizi per la mensa; le altre facoltà sono state posizionate in sedi provvisorie e, nel caso della Facoltà di Lettere, anche in posti decisamente fuori mano; gli studenti continuano ad andarsene.

Il terremoto ha contribuito a distruggere un bellissimo polo universitario, la speculazione, la propaganda, le false promesse e l’abbandono da parte delle istituzioni hanno fatto il resto.

Sabato tutti a l’Aquila per la raccolta delle 50.000 firme, per dare il nostro sostegno e per contribuire alla legge di iniziativa popolare, per la ricostruzione. Io ci sarò!

URL Immagine: ilcapoluogo.com

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L'Aquila delle false promesse

Trascrivo un articolo di una cittadina aquilana che vive in una delle case costruite dal governo per i terremotati. Sì, quelle case famose, piene di tutti i comfort, all’avanguardia, costate una barca di soldi (indovinate da chi?!). Consegnate tra mille cerimonie in presenza di giornalisti, fotografi, politicanti, ecc…

Costata la bellezza di 2700 Euro a metro quadro (più o meno) la mia casa non è affatto di lusso. Non che la volessi, anzi, ma sapere di averne lasciata una, causa terremoto, che ne valeva (prezzo di mercato, non di costo) circa 2000 (sempre a metro quadro), con rifiniture di pregio e tutti i comfort, mi rende nervosa. Specie se penso che chi mi legge può prendermi per una che si lagna, che non ha capito la tragedia o, peggio, che non meritava di avere questo appartamento. Ancora più nervosa divento, quando leggo che qui a L’Aquila si è compiuto un miracolo, quando l’unico miracolo che si è riusciti a fare è stato far credere che ci sia stato veramente. Oggi pubblico alcune foto che riguardano la mia (????) C.A.S.A. La prima vi fa vedere come, per entrare a casa si può usare anche il balcone. La scala di legno, infatti, è facilmente “percorribile” e altrettanto lo sono i nostri balconi, assolutamente insicuri se in casa si hanno bambini o persone depresse… Le seconde due riguardano sempre i balconi della mia palazzina che sono tutti di legno, ancorati ai muri esterni con le viti che potete ammirare nella prima foto. Nella seconda foto c’è qualcosa che non va: la piastra di acciaio si sta staccando dal muro. L’ho segnalato, ma nessuno è venuto a controllare.


Segue l’interno della mia (???) C.A.S.A. con le infiltrazioni di acqua all’ingresso e al bagno (le tre foto seguenti). A volte l’acqua gocciola copiosa (per fortuna acqua pulita). Ho segnalato da tempo questo difetto, ma nulla, ancora nulla.

Sempre nel bagno (che è cieco) ho la bellezza di 5 faretti. I due sovrastanti lo specchio non funzionano. A nulla è servito il cambio delle lampadine. Quando ho ricevuto la visita degli elettricisti (rigorosamente non aquilani) mi hanno detto che non c’è nulla da fare: i bagni sono prefabbricati e sono stati calati nella struttura dell’appartamento.

Il quadro elettrico che riguarda quei faretti è stato murato, quindi è inaccessibile. In cucina, dopo soli 30 giorni, è saltata l’accensione elettrica dei fornelli, anche lì ho segnalato, ma non c’è nulla da fare.

Per evitare di avere odori di cucina in casa devo tenere la cappa aspirante sempre in funzione, persino se non cucino: gli odori dei vicini arrivano dritti dritti nella mia sala-cucina dove, peraltro, dorme mio figlio. In estate ho staccato la spina del frigorifero per sbrinarlo e non sono riuscita a reinserirla: il frigo è attaccato al muro e la spina è parzialmente coperta dal frigo stesso. Mi sono arrangiata con una connessione volante. Alcuni tecnici son venuti, più volte, a casa a rinforzare le viti che tengono appesi al muro i pensili della cucina: in ultimo hanno inchiodato alla base degli stessi una barra di acciaio. In alcuni appartamenti, infatti, i suddetti pensili si sono staccati improvvisamente, il che non è esattamente ciò che ci si aspetta da una cucina nuova e nemmeno da una vecchia.

Riguardo invece l’esterno ho da segnalare che non è stato montato l’impianto fotovoltaico. Avevano cominciato lo scorso anno, poi nevicò e andarono via. Sulle scale (che sono all’aperto, praticamente) di tutta fretta è stata montata una tettoietta, perchè alla prima gelata, le scale sono divenute uno scivolo di ghiaccio (nella foto la tettoietta, appunto): In ultimo una chicca: la foto seguente è una sedia che sta in balcone. Sui balconi piove perchè sono fatti di stecche di legno con fessure: così a me piove l’acqua dopo che ha lavato i balconi dell’appartamento di sopra. E l’acqua che piove è marrone, come vedete. Immaginate i panni stesi se improvvisamente piove! Per informazioni dettagliate leggete qui: vi troverete i costi del progetto C.A.S.E., dettagliati e vi accorgerete che ci hanno persino fornito i portachiavi e che le cassette per le lettere dovrebbero anch’esse essere di lusso (non allego foto per decenza).

Un miracolo, un vero miracolo! In ultimo: le mie lamentele riguardano lo sperpero di soldi, la decisione calata dall’alto di dotarci di questi appartamenti ridisegnando il territorio, nostro malgrado. Per il resto devo ritenermi fortunata: ci sono ancora persone senza tetto e migliaia di cittadini che non riescono a rientrare nelle proprie case anche se i danni, causati dal terremoto, non sono stati propriamente ingenti.

Giusi Pitari


Fonte: http://www.agoravox.it/L-Aquila-delle-false-promesse.html

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Sisma, la 'ndrangheta all'Aquila

Per il gip del tribunale di Reggio Calabria la ‘ndrangheta ha messo gli occhi, e non solo, sulla ricostruzione dell’Aquila. Tra imprenditori aquilani alla ricerca di affari, prestanome e uomini del clan, sono finite in manette 33 persone in una mega-operazione che riguarda i clan Borghetto-Caridi-Zindato, decimati dalla Procura condotta da Giuseppe Pignatone e dalla Mobile di Renato Cortese, l’uomo che arrestò Bernardo Provenzano dopo 43 anni di latitanza, e Giovanni Strangio, oltre a scompaginare il clan dei Piromalli.

Santo Giovanni Caridi e il commercialista Carmelo Gattuso, entrambi arrestati, erano in concorso tra loro, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione. Caridi attribuiva fittiziamente al Gattuso la titolarità del 50 per cento della quota societaria della Tesi costruzioni srl, essendone in realtà Caridi Santo il reale titolare, allo scopo di agevolare la cosca mafiosa Borghetto-Caridi-Zindato di appartenenza del Caridi. Per il gip, Gattuso è il prestanome, per conto di Caridi, nell’ambito delle società attive nel territorio aquilano.

Stefano Biasini, comproprietario della Tesi costruzioni srl, era il «gancio» aquilano per i personaggi calabresi. Biasini si è dato un gran daffare per consentire a Caridi e al commercialista reggino Gattuso «di inserirsi nei lavori di ricostruzione a seguito del terremoto». Secondo un’informativa riportata nell’ordinanza del gip, «già nel mese di gennaio 2010 Santo Caridi iniziava a intrattenere rapporti di evidente natura lavorativa con il costruttore Stefano Biasini».

I contatti dei calabresi con L’Aquila erano continui e costanti. Tra le prime richieste che evidenziano l’interesse di Caridi sull’affare c’è anche la ricerca spasmodica di un appartamento dove poter alloggiare gli operai provenienti dalla Calabria.

Per leggere tutto l’articolo: Il Centro

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