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L’Italia e L’HIV: verso lo zero

Pochi giorni fa, a Roma, si è aperta la Conferenza Mondiale sull’Aids. Sono intervenuti circa 5000 scienziati provenienti da tutto il mondo. E pensate che i nostri politicanti si sarebbero potuti perdere un’occasione come questa per farci fare una figuraccia di fronte al mondo intero?! Certo che no!! All’appuntamento non si è presentato nessun rappresentante del governo italiano. Beh non c’è da criticarli, qualche anno fa, all’epoca del G8 a L’Aquila, un certo Silvio Berlusconi aveva promesso di versare 260 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta contro l’Aids.

Inutile dire che, come al solito, non ha mantenuto la parola data e tutt’ora noi siamo l’unico paese a non aver ancora versato un singolo euro. A tal proposito la folla di manifestanti intervenuta ha mostrato uno striscione con su scritto: “Berlusconi liar, fund the Global Fund”, ovvero “Berlusconi bugiardo, finanzia il Global Fund”.

Nonostante in Italia una persona ogni 2 ore venga infettata dal virus dell’HIV, nessuno ne parla, nessuno fa niente, nessuno promuove campagne di sensibilizzazione, nessuno parla del sesso omosessuale come principale veicolo di contagio, nessuno educa all’uso del preservativo rimanendo alla concezione medioevale dettata dal Vaticano. Quella che manca è l’informazione. I dati riportano che, ad oggi, delle 150mila persone sieropositive un terzo delle quali non sanno di esserlo in quanto sono ancora pochi quelli che fanno il test per l’HIV periodicamente.

Purtroppo siamo il Italia e, come illustrava il responsabile della International Aids Society con una slide, “L’Italia e l’Hiv: verso lo zero”. Dove zero non vuol dire zero infezioni o zero morti ma zero azioni contro il virus dal 2009.

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Inganni e segreti, Europa e Usa tremano

novembre 28, 2010 1 commento

In queste ore i siti del New York Times, The Guardian, Der Spiegel, El Paìs e Le Monde stanno pubblicando in tempo reale documenti riservati, in collaborazione con il sito Wikileaks.

Stanno emergendo circa 92 mila documenti segreti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan, a partire dal gennaio 2004 fino al dicembre 2009. Si tratta di file che trattano di strategie, accordi segreti e missioni non svelate. Inoltre i rapporti descrivono con chiarezza la considerazione di cui gode l’Italia a livello internazionale.

Dalle carte trapelate si scopre che il Pakistan, che si dice alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare direttamente i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani e mettere a punto complotti per eliminare leader afghani. Che l’intelligence pakistana (Directorate for Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di Al Qaeda per progettare attacchi e faceva il doppio gioco, che i talebani hanno usato missili portatili a ricerca di calore contro gli aerei della Nato, che dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca, le truppe Usa usano molti più droni automatici malgrado le loro prestazioni siano meno notevoli di quanto ufficialmente comunicato.

Secondo i documenti, inoltre, la Cia avrebbe allargato le operazioni paramilitari in Afghanistan e, dal 2001 al 2008, finanziato l’intelligence afghana come fosse una sua affiliata virtuale. Non mancano le notizie “segrete” sull’Italia. Wikileaks svela le strategie italiane in Afghanistan che avevano previsto il sì a rinforzi militari e all’invio di altri mezzi italiani nel Paese, a patto che l’argomento non fosse trattato pubblicamente, una delle condizioni poste dall’Italia all’invio di altre forze in questo terreno di guerra.

Molti dei documenti si riferiscono, inoltre, ad incidenti, scontri a fuoco, attentati, ritrovamenti di mine, operazioni di propaganda. In alcuni, vengono anche svelati alcuni nostri segreti militari, oltre che delicate situazioni di equilibri politici internazionali.

Il caso più noto, ad oggi, è quello relativo al dossier su Daniele Mastrogiacomo, il giornalista de La Repubblica sequestrato nel marzo 2007. Si parla, inoltre, del funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso, subito dopo la liberazione dell’inviata del “Manifesto” Giuliana Sgrena e di cosa bisognasse fare. E non mancano poi racconti su incidenti e attentati che sono costati la vita ai nostri militari.

Per quanto riguarda l’immagine dell’Italia nel mondo, è chiaramente deducibile che non godiamo di troppa stima. I diplomatici statunitensi a Roma hanno annotato nel 2009 ciò che i loro contatti italiani hanno descritto come una relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi “sontuosi regali” e contratti energetici vantaggiosi. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa. I diplomatici hanno anche notato che mentre Putin gode della supremazia su ogni altro personaggio pubblico in Russia, lui è indebolito da una burocrazia difficile da amministrare e che spesso ignora i suoi editti.

L’incaricata d’affari all’ambasciata americana a Roma scrive sul conto di Silvio Berlusconi queste parole: “Debole, vanesio e inetto come leader europeo moderno”. In un altro report di cui parla il Guardian, il premier italiano è descritto come “leader fisicamente e politicamente debole”. Il settimanale tedesco Der Spiegel mette in evidenza “le feste selvagge” del premier.

Insomma chi più ne ha più ne metta! Stiamo a vedere cos’altro esce fuori e quali saranno le reazioni dei potenti!

URL Immagine: Webargentarius.it

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