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Inganni e segreti, Europa e Usa tremano

novembre 28, 2010 1 commento

In queste ore i siti del New York Times, The Guardian, Der Spiegel, El Paìs e Le Monde stanno pubblicando in tempo reale documenti riservati, in collaborazione con il sito Wikileaks.

Stanno emergendo circa 92 mila documenti segreti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan, a partire dal gennaio 2004 fino al dicembre 2009. Si tratta di file che trattano di strategie, accordi segreti e missioni non svelate. Inoltre i rapporti descrivono con chiarezza la considerazione di cui gode l’Italia a livello internazionale.

Dalle carte trapelate si scopre che il Pakistan, che si dice alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare direttamente i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani e mettere a punto complotti per eliminare leader afghani. Che l’intelligence pakistana (Directorate for Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di Al Qaeda per progettare attacchi e faceva il doppio gioco, che i talebani hanno usato missili portatili a ricerca di calore contro gli aerei della Nato, che dall’arrivo di Obama alla Casa Bianca, le truppe Usa usano molti più droni automatici malgrado le loro prestazioni siano meno notevoli di quanto ufficialmente comunicato.

Secondo i documenti, inoltre, la Cia avrebbe allargato le operazioni paramilitari in Afghanistan e, dal 2001 al 2008, finanziato l’intelligence afghana come fosse una sua affiliata virtuale. Non mancano le notizie “segrete” sull’Italia. Wikileaks svela le strategie italiane in Afghanistan che avevano previsto il sì a rinforzi militari e all’invio di altri mezzi italiani nel Paese, a patto che l’argomento non fosse trattato pubblicamente, una delle condizioni poste dall’Italia all’invio di altre forze in questo terreno di guerra.

Molti dei documenti si riferiscono, inoltre, ad incidenti, scontri a fuoco, attentati, ritrovamenti di mine, operazioni di propaganda. In alcuni, vengono anche svelati alcuni nostri segreti militari, oltre che delicate situazioni di equilibri politici internazionali.

Il caso più noto, ad oggi, è quello relativo al dossier su Daniele Mastrogiacomo, il giornalista de La Repubblica sequestrato nel marzo 2007. Si parla, inoltre, del funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso, subito dopo la liberazione dell’inviata del “Manifesto” Giuliana Sgrena e di cosa bisognasse fare. E non mancano poi racconti su incidenti e attentati che sono costati la vita ai nostri militari.

Per quanto riguarda l’immagine dell’Italia nel mondo, è chiaramente deducibile che non godiamo di troppa stima. I diplomatici statunitensi a Roma hanno annotato nel 2009 ciò che i loro contatti italiani hanno descritto come una relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi “sontuosi regali” e contratti energetici vantaggiosi. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa. I diplomatici hanno anche notato che mentre Putin gode della supremazia su ogni altro personaggio pubblico in Russia, lui è indebolito da una burocrazia difficile da amministrare e che spesso ignora i suoi editti.

L’incaricata d’affari all’ambasciata americana a Roma scrive sul conto di Silvio Berlusconi queste parole: “Debole, vanesio e inetto come leader europeo moderno”. In un altro report di cui parla il Guardian, il premier italiano è descritto come “leader fisicamente e politicamente debole”. Il settimanale tedesco Der Spiegel mette in evidenza “le feste selvagge” del premier.

Insomma chi più ne ha più ne metta! Stiamo a vedere cos’altro esce fuori e quali saranno le reazioni dei potenti!

URL Immagine: Webargentarius.it

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Corruzione: Italia al 67esimo posto

Viene da Berlino la notizia che l’Italia si è classificata – con ben 3,9 punti su 10 – al 67esimo posto nella classifica di Transparency International sulla corruzione percepita nel settore pubblico. Al primo posto, a pari merito, troviamo: Danimarca, Singapore e Nuova Zelanda. Seguono gli altri paesi europei: la Germania è 15esima, il Regno Unito 20esimo, la Francia 25esima e la Spagna 30esima. Il Belpaese, insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Madagascar, Niger e Stati Uniti, è l’unico ad aver perso posizioni rispetto al 2009 (63esimo posto). Secondo l’organizzazione, il dato non sorprende.

Il Corruption Perceptions Index (CPI) è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico: rileva la “percezione della corruzione” che manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici si fanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media.

Nel 2004 l’Italia si trovava al 42esimo posto, in compagnia dell’Ungheria, con un punteggio di 4,8 su 10. Nel 2005 era risalita fino al 40esimo posto, con un punteggio di 5,0, a metà del range. L’Italia era rimasta praticamente ferma, nel 2006, al 45eismo posto ma con una differenza di 0,1 sull’anno precedente. Il 2007 aveva segnato una risalita fino al 5,2 e la 42esima posizione, insieme alla Repubblica Ceca. Il 2008 aveva fatto segnare un calo consistente: fuori dalla top 50 al 55 posto, l’Italia aveva perso 0,4 punti dell’indice, finendo a 4,8. Nel 2009, un’altra emorragia di posizioni e punteggio: meno 0,5 e meno 13 posizioni: con 4,3 l’Italia è arrivata al 63esimo posto, in compagnia dell’Arabia Saudita, sotto a Namibia, Samoa, Slovacchia, Cuba e Turchia. Ed è scesa ancora più in basso nel 2010: siamo al 67esimo posto, con 3,9 punti, fra Ruanda (sopra) e Georgia (sotto).

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=146712

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Energia eolica in Europa

Come sempre, questa mattina, stavo vagando alla cieca sulla rete, quando mi imbatto, per caso, in un termine che sinceramente non avevo mai sentito: Eolico offshore. Comincio ad informarmi e scopro un sacco di cose sull’energia eolica che non sapevo!

Innanzitutto definiamo il termine “energia eolica”: è una forma di energia rinnovabile ottenuta dalla conversione dell’energia cinetica del vento tramite lo sfruttamento di torri a pale mobili. Un principio ben noto a tutti, anche nei secoli scorsi, quando trovava applicazione nei mulini a vento, diffusissimi in tutta l’Europa. A differenza di quanto accadeva nel mulino, oggi l’energia accumulata, viene convertita in energia elettrica attraverso una centrale eolica. Lo sfruttamento di questi impianti possiede dei lati positivi e dei lati negativi:

PRO: L’installazione di una centrale eolica è meno costosa rispetto a quella per la produzione di altre energie rinnovabili: gli impianti eolici sono molto efficienti (soprattutto se di grandi dimensioni), garantiscono un ottimo risparmio e non inquinano. Il fatto interessante è che la produzione di energia eolica può essere effettuata anche su scala domestica, grazie al minieolico e al microeolico, realizzabili installando impianti di potenza inferiore a 200 kW e 20 kW, anche se in questo caso i costi sono più elevati data l’assenza di un mercato di massa.

Lo sfruttamento dell’energia eolica genera anche posti di lavoro: secondo alcune stime, rese note dall’EWEA (European Wind Energy Association), ben 250.000 nuovi posti di lavoro saranno creati dall’eolico in Europa da qui al 2020.

CONTRO: I problemi dello sfruttamento dell’energia eolica riguardano soprattutto l’impatto paesagistico. Molti paesi hanno disincentivato, fino a questo momento, l’utilizzo delle centrali eoliche proprio perché ritenute esteticamente inaccettabili. Inoltre, l’energia eolica può essere prodotta solo a intermittenza e in quantità relativamente ridotte, per questo motivo non può costituire un valido sostituto ad altre fonti di energia, ma solo integrarsi con quelle già esistenti.

Per ovviare a questi problemi molti paesi stanno adottando l’eolico offshore, che consiste nell’installare gli impianti di produzione di energia eolica al largo delle coste di mari e laghi. Anzi, secondo l’EWEA, si può parlare di un vero e proprio boom dell’eolico offshore in Europa.

Ecco i dati resi noti:

  • nei primi sei mesi del 2010 sono state collegate alla rete elettrica ben 118 turbine eoliche offshore, per un totale di 333MW di potenza.
  • 263 nuove turbine sono state installate e di queste 151 sono prossime al collegamento in rete (totale 440MW di potenza).
  • 16 nuovi parchi eolici offshore erano in costruzione nel primo semestre 2010: di questi quattro sono diventati operativi, due in Gran Bretagna, uno in Germania e uno in Danimarca.
  • al 30 Giugno 2010, la capacità totale dell’eolico offshore in Europa è arrivata a 2.400MW.

Circa tre settimane fa, in Inghilterra, è stato inaugurato il più grande parco eolico offshore a livello mondiale. La centrale eolica di Thanet, 35 miglia al largo delle coste del Kent, conta 100 turbine che genereranno l’energia elettrica necessaria per alimentare ben 200.000 abitazioni. Il parco ha una potenza di 300 MW, una capacità che vale alla Gran Bretagna un duplice primato: da un lato diventa leader mondiale in termini di energia elettrica prodotta da impianti offshore, producendo più del resto del mondo messo assieme, dall’altro raggiunge la Germania nella graduatoria europea di energia generata da fonti rinnovabili, arrivando ai 5 GW di potenza complessiva.

Il parco eolico offshore di Thaner tuttavia non manterrà a lungo il primato di impianto offshore più grande a livello mondiale: sono in costruzione – sempre in Gran Bretagna – due parchi eolici offshore da 500 MW e 1 GW, impianti che rafforzeranno il primato mondiale della Gran Bretagna in questo segmento.

L’Inghilterra ribadisce la sua vocazione insulare anche nella politica di sviluppo di fonti rinnovabili e si presenta lanciatissima verso il raggiungimento dell’obiettivo di ottenere il 15% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. E da noi si parla ancora di nucleare e di centrali a carbone… mah… io non ce la faccio più

Fonti:

TuttoGreen.it
Boom in Europa