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Posts Tagged ‘corruzione’

Pronta la norma salva-Silvio

Riparte il processo Mills? Niente paura! Ecco subito pronta la norma salva-premier. La Commissione giustizia della Camera ha approvato, a maggioranza, l’ennesima norma ad personam del premier, la cosiddetta taglia-prescrizione. L’emendamento Paniz quattro-bis premia chi ha la fedina pulita e allunga i tempi della prescrizione per chi è recidivo. Hanno votato contro tutte le opposizioni: Pd, Udc, Idv e Fli. Si da Pdl, Lega e Responsabili.

La norma stabilisce che le misure predisposte non si applicano ai procedimenti nei quali, alla data dell’entrata in vigore della legge, è già stata pronunciata sentenza di primo grado e ai reati più gravi come quelli di mafia o il sequestro di persona a scopo di estorsione.

Dall’opposizione si fa sentire Di Pietro: “Una disposizione incostituzionale e talmente personale che interessa davvero solo ed esclusivamente Berlusconi“. Duro anche il capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti: “Sono spudorati sembra stiano approfittando della guerra per accelerare tutte le norme che riguardano Berlusconi“. Ma Paniz non ci sta: “In nessun modo si arriverebbe alla fine del processo Mills a fine febbraio dell’anno prossimo. State svilendo il mio lavoro“.

Poverino, lui si è impegnato tanto!

Ma che cos’è questo processo Mills?!

Nell’ormai lontano 1999 David Mills è un consulente per la finanza estera inglese della Fininvest, fondata dal 1978 da Silvio Berlusconi. Il rapporto di collaborazione con la società del presidente del Consiglio diventa un caso giudiziario quando lo stesso Mills scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan, dicendo che Berlusconi aveva versato 600.000 dollari in nero sul suo conto in Svizzera tramite Carlo Bernasconi. Versamento che sarebbe stato effettuato per ripagarlo della falsa testimonianza da lui resa al tribunale di Milano nell’ambito del processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian.

Mills dichiara al suo commercialista: “Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai“. Drennan, letta la missiva, denuncia il suo cliente al fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale e gli spedisce un memoriale dell’accaduto, che però viene rigettato.

La confessione di Mills viene considerata seriamente dalla magistratura italiana, che innesca il processo contro l’avvocato inglese. La posizione di Berlusconi viene congelata grazie all’approvazione del Lodo Alfano, ma solo fino al 7 ottobre 2009, data in cui la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimo il Lodo che “blocca” i processi per le quattro alte cariche dello Stato.

Il 17 febbraio 2009 Mills è condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi, in cambio di due false testimonianze nell’ambito di due processi in cui era imputato il maggior esponente del Pdl.

Per Berlusconi il processo, che era stato sospeso l’anno scorso in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, è ripreso proprio in questi giorni.

URL foto: Byteliberi.com

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Caso Favata: Chiesta l'archiviazione per B.

Il Cavaliere, nonostante le smentite, è stato indagato con l’accusa di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Favata. La procura di Milano ne ha chiesto oggi (sarebbe meglio dire ieri visto che sono le 2 di notte!) l’archiviazione, in quanto non ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per chiederne il processo (come se fosse possibile processarlo per qualcosa!!).

Se ora la richiesta d’archiviazione sarà accolta dal GIP, Silvio Berlusconi uscirà definitivamente da questa vicenda. Poverino, ha già tanti altri processi a cui pensare e da cui cercare di scappar via, gli ci mancava pure questo!

Ma esponiamo bene i fatti:

Il 24 dicembre 2005, un certo Roberto Raffaelli, patron dell’azienda di intercettazioni RCS, avrebbe deciso di fare un regalo di Natale anticipato ai fratelli Berlusconi. Egli era in possesso di una registrazione di una telefonata tra il DS Piero Fassino e il presidente dell’Unipol Giovanni Consorte. Registrazione che faceva parte delle famose intercettazioni sulle scalate bancarie del 2005, in cui Fassino pronunciava la famosa frase: “e allora siamo padroni di una banca?”. Il giorno successivo “il Giornale”, quotidiano di famiglia, pubblica tutto e lo scandalo si trasforma in un toccasana per la campagna elettorale di B. del 2006.

Ma perchè mai tale Raffaelli si sarebbe dovuto disturbare così tanto per i B.Brothers?! Beh pare che a quel tempo fosse noto che RCS si stava interessando al mercato rumeno e cercava l’appoggio, per così dire, della presidenza del Consiglio. Un certo Fabrizio Favata, un imprenditore pregiudicato, amico e socio di Paolo Berlusconi, mediava i rapporti “di amicizia” tra l’azienda e il premier. Sono note agli inquirenti somme di denaro versate da RCS a Paolo B., probabilmente per “ungere le ruote del carro” in vista di un’importante commessa di lavoro in Romania.

Per ulteriori chiarimenti questi sono i link ai video de il Fatto Quotidiano/CurrentTv in cui viene spiegata per bene la vicenda arricchita da un’intervista fatta da Peter Gomez all’imprenditore Favata:

Il caso Favata – Parte prima

Il caso Favata – Parte seconda

Purtroppo per il premier, non tutta la famiglia Berlusconi la passerà liscia questa volta, infatti il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di Paolo, Raffaelli e Favata che, secondo la procura, avrebbero trafugato la “famosa” telefonata. Adesso non ci resta che aspettare  e vedere chi, secondo il GIP, dovrà andare sotto processo.

URL Foto: SottoOsservazione.wordpress.com

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Fiducia: che parolone!

Di questi tempi Fiducia è una parola dalle mille sfumature:

andate a parlare di fiducia ai terremotati aquilani, agli abitanti di terzigno, agli studenti, ai manifestanti che, fuori Palazzo Madama, armati di sassi e picconi, gettano uova e vernice alle forze dell’ordine. Andate da loro a parlare di fiducia!

Il governo Berlusconi ha ottenuto la “fiducia” per pochissimi voti sia alla Camera che al Senato, ma che vuol dire in fondo? Semplice, che non ha l’appoggio politico, ma ancora i numeri per governare. Voti che si è guadagnato, non grazie ai suoi meriti e risultati, ma grazie alla corruzione. Grazie al mercato degli onorevoli che, in questi ultimi giorni, si sono venduti al miglior offerente, alla luce del sole! (Forse non sono al corrente che la corruzione è ancora un reato in questo paese! Mah!)

L’esempio più lampante che mi viene in mente è quello di Razzi (idv). Quello che fino a ieri andava dicendo pubblicamente di aver subito tentativi di corruzione, che avevano proposto di pagargli il mutuo, ma che affermava di non essere una merce di scambio, ma una persona. A questo punto aggiungerei anche una persona decisamente “coerente”!!

Poi c’è Catia Polidori, che oggi ha cambiato bandiera votando la fiducia e regalando il Paese a Berlusconi, che è anche la cugina del fondatore di Cepu. Adesso si capisce questa smania di regalare soldi pubblici al Cepu a scapito dell’università pubblica!!

Ricordateveli questi nomi, insieme a quelli degli “onorevoli” Scilipoti e Catone!! Non dimenticate con chi abbiamo a che fare!! Ci sono i link alle loro schede sul sito della Camera dei Deputati, non scordate queste facce!!

Che schifo, ma, in fondo, me l’aspettavo. Non ce la faccio più!

URL Foto: thefrontpage.it

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Corruzione: Italia al 67esimo posto

Viene da Berlino la notizia che l’Italia si è classificata – con ben 3,9 punti su 10 – al 67esimo posto nella classifica di Transparency International sulla corruzione percepita nel settore pubblico. Al primo posto, a pari merito, troviamo: Danimarca, Singapore e Nuova Zelanda. Seguono gli altri paesi europei: la Germania è 15esima, il Regno Unito 20esimo, la Francia 25esima e la Spagna 30esima. Il Belpaese, insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Madagascar, Niger e Stati Uniti, è l’unico ad aver perso posizioni rispetto al 2009 (63esimo posto). Secondo l’organizzazione, il dato non sorprende.

Il Corruption Perceptions Index (CPI) è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico: rileva la “percezione della corruzione” che manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici si fanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media.

Nel 2004 l’Italia si trovava al 42esimo posto, in compagnia dell’Ungheria, con un punteggio di 4,8 su 10. Nel 2005 era risalita fino al 40esimo posto, con un punteggio di 5,0, a metà del range. L’Italia era rimasta praticamente ferma, nel 2006, al 45eismo posto ma con una differenza di 0,1 sull’anno precedente. Il 2007 aveva segnato una risalita fino al 5,2 e la 42esima posizione, insieme alla Repubblica Ceca. Il 2008 aveva fatto segnare un calo consistente: fuori dalla top 50 al 55 posto, l’Italia aveva perso 0,4 punti dell’indice, finendo a 4,8. Nel 2009, un’altra emorragia di posizioni e punteggio: meno 0,5 e meno 13 posizioni: con 4,3 l’Italia è arrivata al 63esimo posto, in compagnia dell’Arabia Saudita, sotto a Namibia, Samoa, Slovacchia, Cuba e Turchia. Ed è scesa ancora più in basso nel 2010: siamo al 67esimo posto, con 3,9 punti, fra Ruanda (sopra) e Georgia (sotto).

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=146712

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