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Archive for dicembre 2010

Buone Feste

Per un momento vorrei distogliere l’attenzione da questa crisi che stiamo vivendo, che riguarda quasi tutti i versanti della nostra vita, per augurare a tutti voi un buon Natale ed un felice anno nuovo. Con la speranza che sia migliore di quello vecchio!

Tanti auguri!

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Il bimbo fà i capricci

Cosa succede se togliete il giocattolino ad un bambino?! Semplice, comincerà a fare i capricci e a minacciare di non esservi più amico. Beh qui la cosa è analoga, solo che il bambino ha più di 70 anni, il giocattolino in questione è il “legittimo impedimento”, ma i capricci in questione sono gli stessi che farebbe il suddetto bimbetto sentendosi offeso: “Se il legittimo impedimento sarà bocciato io continuerò a governare, scenderò in piazza, andrò nelle tv mi difenderò e farò vergognare i giudici”.

Come avrete certamente intuito queste sono le parole del nostro amato premier Silviolo Berlusconi che, rivolgendosi alla Corte Costituzionale, lancia un monito ai pm di sinistra. Capito brutti cattivoni?! Poi, mi chiedo, perchè mai non dovreste far passare un decreto talmente incostituzionale?! Del resto, come diceva Orwell ne “La fattoria degli animali”, tutti gli uomini sono stati creati uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri, in questo caso, di fronte alla legge! C’è però da sottolineare che, nel libro, gli animali “più uguali” erano i maiali!

Seguono altre farneticazioni sul cambiamento del nome del suo partito, che non si chiamerà più Pdl, e su chi sarà alla sua guida, forse una donna (che sia Ruby o Noemi Letizia?!). Cose di relativa importanza…

Poi torna ai giudici e aggiunge: “Nel nostro Paese la sovranità non appartiene al popolo, come dice la Costituzione (lui che parla di Costituzione è veramente il massimo!), ma ai pm della sinistra. Se oggi il Parlamento approva una legge che viene firmata dal capo dello Stato, ma questa non piace ai giudici di sinistra, loro la impugnano e la portano davanti alla Consulta, dove la maggioranza è fatta da magistrati di sinistra nominati dai precedenti Capi dello Stato (Balle! Vedi Travaglio!). Quindi, la Consulta abroga una legge voluta dal Parlamento che rappresenta la sovranità popolare (Non con questa legge elettorale!)”.

“Le intercettazioni sono una patologia” perché i cittadini non possono essere sicuri di parlare tranquillamente al telefono, “questo è qualcosa che vogliamo cambiare con la riforma della giustizia”. Sinceramente io non ho nulla da nascondere, non ho conti all’estero, complessi residenziali ad Antigua, contatti con la mafia ed affini. Sono disposto a pagare i miei 3 euro l’anno, provenienti dalle mie tasse, per ascoltare quello che si dicono due delinquenti al telefono e fare in modo che vengano assicurati alla giustizia. Grazie alle intercettazioni sono stati arrestati boss mafiosi, narcotrafficanti, delinquenti di ogni sorta e adesso facciamo una legge per bandirle?! Booh…

Se ne è uscito, poi, con una frase che mi ha fatto sorridere: “Io voglio continuare a governare, lascerò quando gli italiani chiederanno di sostituirmi”. Ma è un secolo che te lo chiedo Silviolo!!! Booh!!!

I commenti sugli studenti e sulla riforma Gelmini ve li risparmio, ma quello che vi chiedo è: ma questo è il vostro Presidente del Consiglio?! Di certo non il mio!! Non ce la faccio più…

URL Foto: Marisamoles.files.wordpress.com

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Wikileaks, il nucleare e ciò che in Italia non raccontano

Cito direttamente l’articolo:

Fonte: NuovaSocietà.it

di Chiara Pracchi

Il 21 marzo del 1998 la Guardia di Finanza certificava l’interesse delle mafie italiane sul traffico di scorie nucleari, sequestrando una barra d’uranio di 250 grammi, del valore di 22 miliardi di vecchie lire. Dodici anni dopo, i documenti messi in rete da Wikileaks ci dicono molte cose su quello e su molti altri traffici che ruotano intorno alle scorie radioattive, ma la stampa italiana, distratta dalle beghe nazionali o dichiaratamente impegnata a fare campagna in favore del nucleare, si dimentica di riportali. Solo il quotidiano on line Green Report ha mantenuto alta l’attenzione su questo argomento.

La barra d’uranio sequestrata a Roma proveniva da una centrale atomica costruita nel 1959 a Kinshasa, in Congo, e non più in funzione dal 1972. Secondo un dispaccio inviato dall’ambasciata statunitense nella Repubblica democratica del Congo, l’impianto ospiterebbe ancora nel 2006 10 kg di uranio non arricchito, 5 di uranio arricchito al 20% (lo stesso che non si vuole far produrre all’Iran) e 23 kg di scorie atomiche stoccate in 138 barre. “Originalmente c’erano 140 barre – prosegue il dispaccio – Però due sono state rubate nel 1998. Le autorità italiane ne recuperarono una nelle mani della mafia a Roma, che sembra intendesse venderla a compratori mediorientali non identificati. L’altra non è stata trovata”.

C’è di peggio. Anni dopo il furto, il rapporto statunitense constata le condizioni in cui ancora viene conservato il materiale radioattivo: “protetto da un muretto alto 2 metri, senza nemmeno del filo spinato in cima, e in parte crollato, l’impianto è praticamente al buio e non esistono telecamere di sorveglianza, allarmi od ostacoli di nessun tipo per entrare nel recinto”. A guardia del sito solo poche guardie sottopagate, in uno dei paesi con il più alto tasso di corruzione al mondo.

I rapporti di Wikileaks, però, non si limitano a denunciare i traffici o lo stato di abbandono in cui versano gli impianti, bensì illuminano alcune delle ragioni che da anni mantengono alta la guerriglia in Congo, come le esportazioni di uranio sottobanco. Come accade, per esempio, con la Malta Forrest Company, compagnia belga presente sul territorio congolese dal 1915, che “si limita” ad esportare rocce grezze. Fa niente se sono ricche di uranio, rame e cobalto che verranno estratti altrove. L’escamotage permette alla società di non dichiarare l’esportazione di uranio e di eludere tutti i controlli, compresa la rilevazione della radioattività nelle miniere. Così i dispacci statunitensi registrano la contaminazione del Katanga, dove i livelli radioattività superano di 179 volte il livello di esposizione accettabile per un uomo. Ma queste sono tutte cose che in Italia è meglio non far sapere. Perché l’energia atomica è bella. Perché l’energia atomica è pulita.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere dell’altro, soprattutto in questo clima che sembra ci voglia riportare ad un ritorno al nucleare, beh ecco che ci aspetta. E in tv continuano a fare campagne pro nucleare (pagate da noi!), boh…

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Caso Favata: Chiesta l'archiviazione per B.

Il Cavaliere, nonostante le smentite, è stato indagato con l’accusa di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Favata. La procura di Milano ne ha chiesto oggi (sarebbe meglio dire ieri visto che sono le 2 di notte!) l’archiviazione, in quanto non ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per chiederne il processo (come se fosse possibile processarlo per qualcosa!!).

Se ora la richiesta d’archiviazione sarà accolta dal GIP, Silvio Berlusconi uscirà definitivamente da questa vicenda. Poverino, ha già tanti altri processi a cui pensare e da cui cercare di scappar via, gli ci mancava pure questo!

Ma esponiamo bene i fatti:

Il 24 dicembre 2005, un certo Roberto Raffaelli, patron dell’azienda di intercettazioni RCS, avrebbe deciso di fare un regalo di Natale anticipato ai fratelli Berlusconi. Egli era in possesso di una registrazione di una telefonata tra il DS Piero Fassino e il presidente dell’Unipol Giovanni Consorte. Registrazione che faceva parte delle famose intercettazioni sulle scalate bancarie del 2005, in cui Fassino pronunciava la famosa frase: “e allora siamo padroni di una banca?”. Il giorno successivo “il Giornale”, quotidiano di famiglia, pubblica tutto e lo scandalo si trasforma in un toccasana per la campagna elettorale di B. del 2006.

Ma perchè mai tale Raffaelli si sarebbe dovuto disturbare così tanto per i B.Brothers?! Beh pare che a quel tempo fosse noto che RCS si stava interessando al mercato rumeno e cercava l’appoggio, per così dire, della presidenza del Consiglio. Un certo Fabrizio Favata, un imprenditore pregiudicato, amico e socio di Paolo Berlusconi, mediava i rapporti “di amicizia” tra l’azienda e il premier. Sono note agli inquirenti somme di denaro versate da RCS a Paolo B., probabilmente per “ungere le ruote del carro” in vista di un’importante commessa di lavoro in Romania.

Per ulteriori chiarimenti questi sono i link ai video de il Fatto Quotidiano/CurrentTv in cui viene spiegata per bene la vicenda arricchita da un’intervista fatta da Peter Gomez all’imprenditore Favata:

Il caso Favata – Parte prima

Il caso Favata – Parte seconda

Purtroppo per il premier, non tutta la famiglia Berlusconi la passerà liscia questa volta, infatti il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di Paolo, Raffaelli e Favata che, secondo la procura, avrebbero trafugato la “famosa” telefonata. Adesso non ci resta che aspettare  e vedere chi, secondo il GIP, dovrà andare sotto processo.

URL Foto: SottoOsservazione.wordpress.com

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Pensieri…

Cit: “Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.

[I. Montanelli – 1994]

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Roma: Fiducia e rabbia

Ieri, mentre in Parlamento si votava per la fiducia, mentre il governo Berlusconi combatteva per la sua sopravvivenza, mentre si mettevano in atto, sia a destra che a sinistra, vere e proprie tattiche di guerriglia politica per riuscire a prevalere sull’altro schieramento per una manciata di voti, fuori, per le strade della capitale, si combatteva un altro tipo di guerriglia: quella tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Suppongo che molti dei parlamentari, ieri presenti a Montecitorio, neanche si siano accorti di cosa stesse succedendo fuori.

Scene di violenza, cariche, manganellate, scontri, auto incendiate, pietre divelte dalle strade e scagliate contro i poliziotti… Si parla di danni per circa 20 milioni di euro.

Personalmente condanno qualsiasi tipo di violenza. Al di là di come possano evolvere le cose, una manifestazione pacifica non deve, in alcun modo, degenerare in quella che ieri è diventata una vera e propria guerriglia urbana. Si parla di infiltrati tra i manifestanti, in particolare di un tizio con un giaccone beige che, in alcune foto, lo si vede con in mano manganelli d’ordinanza e manette. Non credo a questo genere di cose. Prima di tutto perchè l’idea è già abbastanza ridicola di per sè, ma poi, anche se fosse, non si possono trovare giustificazioni di questo genere per questo tipo di comportamento. Ritengo vergognoso l’atteggiamento di tutte quelle persone che, chiaramente, non erano lì per manifestare, ma per solo ed esclusivamente per distruggere vetrine ed incendiare auto. Non ci dimentichiamo che il corteo, all’inizio, era composto anche da donne, bambini e gente che intendeva protestare pacificamente. C’erano terremotati d’Abruzzo, gente di Terzigno e semplici studenti.

Quello che mi sconvolge ancora di più è che i telegiornali hanno dato risalto solo alla questione delle bombe carta, dei sassi e dei lacrimogeni. Hanno focalizzato l’attenzione sugli scontri e sulla violenza. Si sono concentrati soprattutto sulla stima dei danni e sul numero degli arresti, non sul motivo di tutta questa rabbia! Sul fatto che questo paese ormai non ce la fa più a sopportare questa casta di potenti e l’unico modo che ha per farsi sentire è, evidentemente, quello di menare le mani!

Non ce la faccio più!

URL Foto: CorriereDelTicino.ch

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